Lo Statuto - ANffAS Onlus di Como

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Lo Statuto

L'Associazione
STATUTO
DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE FAMIGLIE DI PERSONE CON DISABILITA’ INTELLETTIVA E/O  RELAZIONALE
ANFFAS ONLUS di COMO
 
Versione del 21 novembre 2015
Indice
  TITOLO PRIMO - SEDE, FINI E RISORSE ECONOMICHE  
  TITOLO SECONDO - SOCI
  TITOLO TERZO - ORGANI SOCIALI
  TITOLO QUARTO - NORME AMMINISTRATIVE
TITOLO PRIMO - SEDE, FINI E RISORSE ECONOMICHE
 Articolo 1 –  COSTITUZIONE
E’ istituita “l’Associazione di Famiglie di Persone con disabilità Intellettiva  e Relazionale A.N.F.F.A.S. – ONLUS di Como” In breve denominabile anche “ANFFAS  ONLUS di Como”
L’associazione ha l’obbligo di utilizzare tale denominazione in qualsiasi  rapporto con terzi.
L’associazione è un Ente giuridicamente autonomo, parte dell’unitaria struttura  ANFFAS ONLUS come determinato nell’atto costitutivo e nello Statuto dell’ANFFAS  ONLUS , Ente con personalità giuridica giusto DPR 18.12.1964 n°1542, così come  modificato in data 25-26 novembre 2000, registrato al n.8177/1830 degli atti del  repertorio presso il Notaio Susanna Operamolla ed iscritto in data 16 maggio  2001 nel registro delle persone giuridiche con autorizzazione della Prefettura  di Roma protocollo n. 266/76/2001 set.1AURPG ufficio Regionale del Pubblico  Registro .
 Articolo 2 –  SEDE
L’associazione ha sede in Como, Via Vittorio Emanuele n° 112.
La sede legale può essere trasferita in altro comune solo con una delibera  dell’assemblea straordinaria del Soci, e ciò comporterà modifica dell’attuale  statuto; Il Consiglio Direttivo, può deliberare il trasferimento della sede  all’interno dei confini comunali, senza che ciò comporti la modifica dello  statuto; i Soci devono essere tempestivamente informati del trasferimento della  sede.
 Articolo 3 –  FINALITA’ E ATTIVITA’
L’associazione ha struttura democratica e non ha scopo di lucro, persegue  esclusivamente finalità di solidarietà sociale, nel campo dell’assistenza  sociale e sociosanitaria, della ricerca scientifica, della formazione, della  tutela dei diritti civili a favore di persone svantaggiate in situazioni di  disabilità intellettiva e relazionale  e delle loro famiglie, affinché a tali  persone sia garantito il diritto inalienabile ad una vita libera e tutelata, il  più possibile indipendente nel rispetto della propria dignità.
L’Associazione persegue il proprio scopo, nell’ambito del riconoscimento di  essere parte dell’unitaria struttura ANFFAS e di essere Socio dell’ANFFAS  Nazionale, anche attraverso lo sviluppo di attività atte a:
a)              stabilire e mantenere i rapporti con gli Organi Politici ed Amministrativi  locali e con i Centri pubblici e privati operanti nel settore della disabilità;
b)              promuovere e partecipare ad iniziative anche in ambito amministrativo e  giudiziario a tutela della categoria e/o dei singoli disabili;
c)              promuovere e sollecitare la ricerca, la prevenzione e la riabilitazione sulla  disabilità intellettiva e relazionale, proponendo alle famiglie ogni utile  informazione di carattere sanitario e sociale ed operando  per ridurre  l’Handicap;
d)              promuovere l’integrazione scolastica, la qualificazione e l’inserimento nel  mondo del lavoro dei disabili intellettivi e relazionali;
e)              qualificare e formare docenti di ogni ordine e grado;
f)               promuovere, costituire ed amministrare strutture riabilitative, sanitarie,  assistenziali, sociali, anche in modo tra loro congiunto, centri di formazione,  strutture diurne e/o residenziali idonee a rispondere ai bisogni dei disabili  intellettivi e/o relazionali, favorendo la consapevolezza di un problema  sociale, non privato;
g)              promuovere, costituire, amministrare organismi editoriali per la pubblicazione e  la diffusione di informazioni che trattano la disabilità intellettiva e  relazionale;
h)              assumere in ogni sede la rappresentanza e la tutela, per i singoli e per la  categoria,  dei diritti umani, sociali e civili di cittadini che per la loro  particolare disabilità, intellettiva e/o relazionale, anormalità su base  organica del comportamento e del carattere, non possono rappresentarsi.
L’Associazione non può svolgere attività diverse da quelle sopra indicate se non  alle stesse direttamente connesse.
 Articolo 4 – OBBLIGHI  CONNESSI ALL'APPARTENENZA ALL’ANFFAS NAZIONALE
Le attività di cui all’Art. 3 vengono esercitate in coerenza con le indicazioni  fornite dall’ANFFAS Nazionale rispetto a cui l’Associazione riconosce la  preminenza nella determinazione delle modalità di attuazione degli scopi  associativi.
L’esercizio dell’attività deve essere effettuato attraverso l’utilizzazione del  marchio ANFFAS, così come disposto dall’ Art. 4 dello statuto dell’ANFFAS  Nazionale, registrato il 22.2.2000 presso l’ufficio Italiano Brevetti e Marchi  contraddistinto al n.°RM2000C001040.
Ai fini dell’utilizzo del marchio, nella piena e discrezionale disponibilità  dell’ANFFAS Nazionale, dovrà essere sottoscritto apposito accordo vincolante con  la stessa ANFFAS Nazionale.
L’ANFFAS locale è obbligata ad adottare uno schema tipo di bilancio predisposto  dall’ANFFAS Nazionale e a certificare il bilancio nell’eventualità che il totale  delle entrate annue superi la somma di un miliardo di lire, pari a EURO 516.457,  somma da rivalutarsi in base agli indici di svalutazione della moneta.
Adottare uno schema tipo della carta dei servizi predisposta dall’ANFFAS  comprensiva dei livelli minimi di qualità.
Inquadrare il personale nell'ambito degli standard stabiliti dall'Ente Pubblico  per i Servizi convenzionati o accreditati.
L’ANFFAS locale si obbliga ad aderire all’Organismo Regionale dei Soci  dell’ANFFAS Nazionale, come previsto dall'art. 19 dello Statuto dell' Anffas  Nazionale, della propria Regione di riferimento.
l’ANFFAS locale si obbliga, nell'eventualità istituisca o controlli uno o più  Autonomi Enti di gestione per l’esercizio delle proprie attività istituzionali,  ad  allegare ogni anno al proprio bilancio anche quello /i dell’Ente/i di  gestione così da garantire, nei termini previsti dallo Statuto dell’ANFFAS  Nazionale, l’esercizio delle facoltà ivi previste.
 Articolo 5 –  RISORSE ECONOMICHE
Il patrimonio dell’Associazione è costituito da beni mobili ed immobili.
Le risorse economiche dell’associazione potranno derivare da:
·          quote sociali
·          contributi dei Soci
·          contributi di privati
·                        contributi dello Stato e/o delle Regioni, di enti o di istituzioni pubbliche  anche finalizzati al sostegno di specifiche e documentate attività o progetti
·          contributi di organismi Internazionali
·                        lasciti e donazioni
·                        rimborsi o corrispettivi derivanti da convenzioni per l’esercizio delle attività  istituzionali
·                        qualsiasi altra entrata derivante dalle attività istituzionali e/o connesse, nei  limiti di cui al D.Lgs. 460/97.
I  versamenti associativi sono a fondo perduto; in nessun caso, e quindi nemmeno in  caso di scioglimento o estinzione dell’Associazione, né di recesso o di  esclusione dalla stessa si ha diritto alla ripetizione di quanto versato.
I  versamenti non creano altri diritti di partecipazione, segnatamente, non creano  quote indivise di partecipazione trasmissibili a terzi, né per successione a  titolo particolare, né per successione a titolo universale.
L’Associazione ha l’obbligo di utilizzare per le proprie attività  istituzionali esclusivamente il marchio che le verrà fornito dall’ANFFAS  Nazionale nei modi e termini determinati dalla stessa per la promozione e  identificazione delle proprie attività.
TITOLO SECONDO - SOCI
 Articolo 6 –  SOCI
I  Soci si distinguono in: “Soci Ordinari” e “Soci Amici”.
Sono "Soci Ordinari" i parenti entro il quarto grado, gli affini entro il  secondo grado ed i tutori, curatori o affilianti di disabili intellettivi e/o  relazionali, verso cui l’attività dell’Associazione è rivolta, in numero non  superiore a tre per ogni disabile.
.Sono "Soci  Amici" le persone che prendono parte e collaborano alla vita dell’Associazione  da almeno un anno.
Il numero  dei soci Amici non può superare il 30% del numero complessivo degli associati.
La qualifica di Socio Ordinario o di Socio Amico si acquisisce a seguito della  accettazione, da parte del Consiglio Direttivo, di apposita domanda.
La qualifica di Socio Ordinario non viene meno con il decesso del disabile
L’attività istituzionale del Socio è svolta in base al principio della  solidarietà sociale.
Tutti i Soci Ordinari ed Amici, sono tenuti al pagamento di una quota annuale  deliberata dall’Assemblea, da versarsi nei termini e con le modalità previste  dal Consiglio Direttivo.
Il diritto di voto all’Assemblea spetta a tutti i Soci Ordinari ed Amici, in  regola con il pagamento della quota associativa.
I  Soci:
·     partecipano alle attività dell’Associazione con piena parità;
·     debbono essere informati sulle attività della stessa;
·     sono obbligati all’osservanza dell’atto costitutivo, dello Statuto, dei  regolamenti e delle deliberazioni adottate dai competenti Organi sociali in  conformità alle norme statutarie.
All’atto dell’iscrizione viene rilasciata ai Soci la tessera sociale su modello  unificato predisposto dall’Anffas Nazionale.
 Articolo 6bis –  GRUPPO AMICI
Per il proseguimento dei propri fini statutari, l’Associazione si avvale anche  della collaborazione del “Gruppo Amici” i cui componenti presentino,  singolarmente, apposita domanda al Consiglio Direttivo dichiarando:
a)       di condividere finalità e attività di cui all’Art.3 dello Statuto  dell’Associazione
b)       di impegnarsi a collaborare con l’Associazione per il perseguimento degli scopi  di cui sopra
La qualifica di “Amico dell’ANFFAS Onlus di Como” si acquisisce a seguito  dell’accettazione della domanda da parte del Consiglio Direttivo.
Ciascun Amico dell’ANFFAS Onlus di Como è tenuto al pagamento di una quota  annuale il cui ammontare è deliberato dall’Assemblea dei Soci.
Gli Amici in regola col pagamento della quota annuale hanno diritto di  partecipare all’Assemblea dei Soci con voto consultivo.
 Articolo 7 –  CESSAZIONE DELLA QUALITA’ DI SOCIO
L’appartenenza all’Associazione cessa:
a)       per dimissioni;
b)                     per esclusione, deliberata dal Consiglio direttivo, con quorum  deliberativo dei due terzi dei consiglieri in carica, nei i seguenti casi:
                                                  I.                       morosità nel pagamento della quota annuale che persista l’anno in  corso
                                                II.                       comportamento incompatibile con le finalità dell’Associazione, tale  da arrecare danno morale o materiale all’Associazione stessa o per inadempienza  agli obblighi assunti ai sensi dell'atto costitutivo, dello statuto, e degli  eventuali  regolamenti e per gravi e comprovati motivi.
Contro il provvedimento di esclusione è data al Socio facoltà di ricorrere al  Collegio dei Probiviri.
     
TITOLO TERZO - ORGANI SOCIALI
 Articolo 8 –  ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE
L’Associazione consegue i suoi scopi attraverso l’azione dei suoi Organi, nel  rispetto del presente Statuto e dei programmi approvati dall’assemblea.
Gli organi dell’Associazione sono:
1)                               l’Assemblea dei Soci
2)                               il Consiglio Direttivo
3)                               il Presidente
4)                               il Collegio dei  Revisori dei Conti
5)                               il Collegio dei Probiviri
 Articolo 9 –  CARICHE SOCIALI
Le cariche sociali sono riservate ai Soci.
Alle cariche di Revisore dei Conti e di Proboviro possono accedere anche non  Soci. L’eleggibilità alle cariche sociali, la presentazione delle candidature,  le incompatibilità, le modalità e i limiti delle sostituzioni sono disciplinate  dal Regolamento Applicativo.
Il mandato di ogni carica elettiva negli Organi statutari dura un quadriennio e  viene esercitato nell’osservanza dello Statuto e del Regolamento e nel rispetto  dell’art. 2391 cc.
I  componenti degli organi collegiali durano in carica per l'intera durata  dell'organo di cui fanno parte e decadono con esso;
Il Consiglio Direttivo, sentito il Collegio dei probiviri dichiara la decadenza  del componente elettivo che, senza giustificato motivo, non interviene a tre  riunioni consecutive.
Tutte le votazioni sono palesi, salvo quelle concernenti la designazione,  l’elezione, o la valutazione di persone, le quali si svolgono a scrutinio  segreto.
 Articolo 10 –  ASSEMBLEE – CONVOCAZIONI
Le assemblee sono ordinarie e straordinarie. Le assemblee hanno luogo nella sede  dell’Associazione o in altro luogo secondo quanto indicato nell’avviso di  convocazione.
L’Assemblea ordinaria è convocata entro il 30 aprile ed il 30 novembre di ogni  anno per l’approvazione, rispettivamente, del rendiconto relativo all’esercizio  dell’anno precedente e del bilancio preventivo dell’anno successivo,
Le assemblee sono inoltre convocate quando particolari esigenze lo richiedano e  altresì quando ne faccia richiesta almeno 1/5 dei Soci o almeno la metà più uno  dei componenti del Consiglio Direttivo.
La convocazione, con il relativo ordine del giorno, avviene con apposito avviso  personale effettuato a mezzo lettera o altra comunicazione equipollente (fax,  telegramma, posta elettronica o quant’altro), almeno 15 giorni prima  dell’assemblea.
L’Assemblea, legalmente convocata e costituita, rappresenta l’universalità dei  soci. Le sue deliberazioni legalmente adottate obbligano tutti gli associati  anche se non intervenuti o dissenzienti.
 Articolo 11 –  ASSEMBLEE: QUORUM COSTITUTIVI E DELIBERATIVI
L’Assemblea è costituita dai Soci in regola con il versamento della quota  sociale. Ogni Socio può intervenire all’Assemblea con non più di due deleghe.
L’Assemblea ordinaria in prima convocazione è regolarmente costituita con la  presenza della metà più uno dei Soci e in seconda convocazione (da tenersi non  prima di 24 ore) è regolarmente costituita con l’intervento di almeno 1/5 dei  soci, anche se rappresentati.
L’Assemblea straordinaria in prima convocazione è regolarmente costituita con la  presenza di almeno due terzi dei Soci e in seconda convocazione (da tenersi non  prima di 24 ore) con l’intervento di almeno 1/5 dei soci, anche se  rappresentati.
Le Assemblee ordinaria e straordinaria, sia in prima che in seconda  convocazione, deliberano con il voto favorevole della maggioranza dei Soci  intervenuti e rappresentati.
Per le delibere di cui ai punti a) e b) del successivo art. 10, è necessaria la  maggioranza di 2/3 (due terzi) dei voti dei Soci presenti e rappresentati.
 Articolo 12 –  ASSEMBLEE: POTERI
L’assemblea ordinaria:
1)                               elegge il Presidente.
2)                               definisce il numero dei membri del Consiglio Direttivo entro i limiti  previsti all’art. 13;
3)                               elegge i membri del Consiglio direttivo ;
4)                               delibera il programma di attività dell’Associazione e approva i  regolamenti;
5)                               approva, sentito il parere del Collegio dei Revisori dei Conti, il  rendiconto consuntivo ed il bilancio preventivo sulla base degli schemi  predisposti dall’ANFFAS Nazionale;
6)                               elegge il Collegio dei Revisori dei Conti, di cui all'art. 18;
7)                               elegge il Collegio dei Probiviri di cui all'art. 19;
8)                               stabilisce l’importo annuale delle quote associative.
9)                               delibera su ogni altro argomento che non rientri nella competenza  dell’Assemblea straordinaria;
10)                           elegge il rappresentante dei Soci all’Assemblea dell’Associazione Anffas  Nazionale con le modalità definite nel regolamento;
11)                           delibera l’adozione della Carta dei Servizi comprensivi dei livelli  minimi di qualità in conformità dello schema predisposto dall’ANFFAS Nazionale.
12)                           delibera il conferimento della Presidenza Onoraria, come specificato al  successivo Art. 17bis
L’Assemblea straordinaria:
a)      delibera  sulle modifiche statutarie
b)      delibera  sullo scioglimento e sulla conseguente devoluzione del patrimonio sociale  secondo quanto previsto al successivo art.20;
All’inizio di ciascuna riunione l’Assemblea designa, a maggioranza, il suo  Presidente.
Il Presidente dell’assemblea nomina il segretario per la redazione del verbale e  tre scrutatori  allorché, siano previste votazioni.
Il Presidente dell’Assemblea dirige e regola le discussioni e stabilisce le  modalità e l’ordine delle votazioni.
 Articolo 13 -  CONSIGLIO DIRETTIVO: COMPOSIZIONE
Il Consiglio Direttivo è composto da un minimo di 3 ad un massimo di 7  membri  tra i quali il Presidente.
I  membri eletti hanno diritto ad un solo voto. Non è ammesso il voto per delega o  per corrispondenza.
Possono partecipare  alle riunioni del Consiglio, con voto consultivo, i membri  del Collegio dei Revisori dei Conti.
Sono ammessi a partecipare, anche mediante un loro delegato, senza diritto di  voto e su espressa chiamata del Consiglio Direttivo:
1)      il Presidente dei probiviri
2)      i coordinatori delle commissioni di lavoro
3)      qualsiasi persona che per competenze o compiti scientifici o  amministrativi sia stata invitata dal Presidente.
Il Consiglio Direttivo dura in carica quattro anni.
I  Consiglieri decadono in concomitanza della scadenza del Consiglio e sono  rieleggibili per non più di quattro volte consecutive.
Il Consiglio Direttivo elegge nel suo seno il Vice Presidente, il Segretario ed  il Tesoriere.
 Articolo 14 –  CONSIGLIO DIRETTIVO: FUNZIONAMENTO
Le riunioni del Consiglio Direttivo sono convocate dal Presidente di sua  iniziativa o su richiesta di almeno un terzo dei consiglieri. Le riunioni del  Consiglio Direttivo sono tenute presso la sede dell’Associazione o in altro  luogo indicato nell’avviso di convocazione. Le convocazioni del Consiglio  Direttivo saranno effettuate a mezzo lettera o altra comunicazione equipollente  (fax, telegramma, posta elettronica o quant’altro) da inviarsi ai consiglieri  almeno 5 giorni prima della data fissata per l’adunanza, con l’indicazione degli  argomenti da trattare, del luogo e della data in cui si terrà la riunione.
Per casi urgenti è ammessa la convocazione telefonica da farsi almeno 48 ore  prima della riunione.
Il Consiglio è validamente costituito con la presenza di almeno la metà più uno  dei suoi membri; le deliberazioni del Consiglio vengono assunte con il voto  favorevole della maggioranza dei presenti; in caso di parità prevale il voto del  Presidente.
 Articolo 15 –  CONSIGLIO DIRETTIVO: POTERI
Il Consiglio direttivo ha tutte le facoltà e i poteri necessari per il  conseguimento dei fini e per la gestione ordinaria e straordinaria  dell’Associazione, esclusi quelli espressamente riservati all’Assemblea dalla  legge o dallo Statuto.
Il Consiglio Direttivo:
-  delibera sulle domande di iscrizione all'Associazione dei Soci Ordinari ed  Amici:
-  può delegare specifiche funzioni o incarichi al Presidente, a Consiglieri, a  Soci o a    terzi, determinando i limiti della delega.
-  propone all'Assemblea i regolamenti interni e le loro eventuali modificazioni, i  quali, se approvati, debbono essere comunicati ai Soci con lettera da inviarsi  entro 60 giorni, a cura del Presidente;
-  redige il rendiconto annuale e lo sottopone all’approvazione dell’Assemblea,  corredato di apposita relazione sull’attività svolta durante l’esercizio.
-  può istituire commissioni di lavoro per lo svolgimento dei fini sociali e per lo  sviluppo di specifici programmi.
-  nomina i rappresentanti dell’Associazione nei Consigli di amministrazione, nei  comitati di gestione e negli organi di controllo degli Enti di iniziativa  dell’Associazione e designa i rappresentanti in altri enti o organismi i cui  fini siano utili alla promozione e alla tutela degli interessi associativi.
-  delibera la sostituzione del Consigliere che è venuto a mancare per qualsiasi  causa chiamando a sostituirlo il primo di non eletti, il quale rimane in carica  fino alla scadenza del mandato del componente sostituito.
 Articolo 16 –  CONSIGLIO DIRETTIVO: DECADENZA  DEL CONSIGLIERE
L’appartenenza al Consiglio Direttivo cessa per:
1)                                                   dimissioni;
1)                                                   decadenza, a norma dell’art. 9;
2)                                                   scadenza del mandato del Consiglio di cui fanno parte;
3)                                                   mancata partecipazione ad almeno 3 riunioni consecutive senza  giustificato motivo
4)                                                   esclusione;
L'esclusione dev'essere deliberata da almeno due terzi dei consiglieri, previo  parere del Collegio dei Probi Viri, in caso di comportamento del consigliere  incompatibile con le finalità dell’Associazione, tale da arrecare danni morali o  materiali all’Associazione stessa o per inadempienza agli obblighi assunti ai  sensi dell’atto costitutivo e dello statuto e per altri gravi e comprovati  motivi.
Contro il provvedimento di esclusione è data facoltà al Consigliere di ricorrere  all’Assemblea ordinaria.
 Articolo 17 –  PRESIDENTE
Il Presidente ha la legale rappresentanza dell’Associazione, guida la politica  associativa generale e ne mantiene l’unità di indirizzo, presiede il Consiglio  Direttivo, vigila perché siano osservate le norme statutarie e provvede a dare  esecuzione alle delibere del Consiglio, è consegnatario del patrimonio  dell’Associazione e dei mezzi di esercizio.
In caso di assenza o impedimento è sostituito dal Vice Presidente o, in caso di  assenza o di impedimento di quest’ultimo, dal componente del Consiglio più  anziano di età.
 Articolo 17bis  – PRESIDENTE ONORARIO
Al Presidente uscente che abbia ricoperto con passione, impegno e  professionalità tale ruolo per tre quadrienni, può essere conferito il titolo di  “Presidente Onorario” dell’Associazione.
Il Presidente Onorario svolge gli incarichi che il Consiglio Direttivo gli  affida e partecipa alle riunioni dello stesso Consiglio, con voto deliberativo.
 Articolo 18 –  COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI
Il collegio dei Revisori dei Conti viene eletto dall’Assemblea e si compone di  tre membri effettivi, di cui almeno uno iscritto all’Albo dei Revisori  Contabili, e di due supplenti, che subentrano in ogni caso di impedimento dei  membri effettivi.
Nella prima riunione dopo l’elezione il Collegio elegge il Presidente.
L’incarico di Revisore dei Conti è incompatibile con qualsiasi altra carica  nell’Associazione e può essere ricoperto anche da non Soci.
Per la durata in carica e la rieleggibilità valgono le norme dettate nel  presente statuto per i membri del Consiglio Direttivo.
I  Revisori dei Conti partecipano di diritto alle adunanze dell’Assemblea ed hanno  il compito di vigilare sull’amministrazione dell’Associazione verificando la  regolarità della gestione dei fondi e certificando la veridicità del rendiconto  annuale.
I  Revisori dei Conti possono partecipare alle riunioni del Consiglio Direttivo,  esprimendo voto consultivo. A tal fine agli stessi va comunicata la data della  convocazione e l’ordine del giorno.
 Articolo 19 –  COLLEGIO DEI PROBIVIRI
Il Collegio dei Probiviri é eletto dall'Assemblea ed è formato da tre membri che  al loro interno eleggono un proprio Presidente, il quale potrà, se chiamato,  prendere parte alle riunioni del Consiglio Direttivo.
Il Collegio dei Probiviri verifica la conformità allo statuto ed alle finalità  associative delle delibere e degli atti del Consiglio Direttivo, dell’Assemblea  dei Soci e di tutti quegli organismi funzionali alla vita dell’Associazione.
Il Collegio altresì ha il compito di comporre o decidere, su richiesta delle  parti, eventuali controversie tra gli organi dell’Associazione e/o tra i Soci  stessi.
Esprime altresì i pareri di cui al punto 5 dell’art. 16.
TITOLO QUARTO - NORME AMMINISTRATIVE
 Articolo 20 –  BILANCIO E AVANZI DI GESTIONE
L’esercizio dell’Associazione coincide con l'anno solare e chiude il 31 dicembre  di ogni anno.
L’associazione ha l’obbligo di impiegare gli utili e gli avanzi di gestione per  la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente  connesse.
All’Associazione è vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili ed avanzi  di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione  stessa, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per  legge o siano effettuate a favore di altro soggetto giuridico, avente forma di  ONLUS, parte dell’unitaria struttura ANFFAS.
 Articolo 21 –  DURATA DELL’ASSOCIAZIONE
La durata dell’Associazione è stabilita sino al 31 dicembre 2100 (duemilacento).  Essa potrà essere prorogata con delibera dell’Assemblea straordinaria.
 Articolo 22 –  SCIOGLIMENTO
Lo scioglimento dell’Associazione deve essere deliberato dall’Assemblea  straordinaria; l’avviso dell’Assemblea straordinaria riunita per lo scioglimento  dell’Associazione deve essere inviato con almeno 60 giorni di anticipo dalla  data dell’unica convocazione.
L’Assemblea è riunita validamente quando siano presenti almeno due terzi dei  Soci in regola con il pagamento della quota annuale; la delibera di scioglimento  si intende approvata solo se votata col voto favorevole dei due terzi dei  presenti.
In caso di scioglimento, i beni dell’Associazione, dopo il pagamento di tutti  gli eventuali debiti, saranno devoluti all’ANFFAS Nazionale ONLUS, sentito il  parere dell’Autorità di Controllo di cui all’Art. 3 comma 189 e successivi della  L. 662/96
 Articolo 23 –  NORME DI RINVIO
Per quanto non previsto nel presente statuto o altrimenti stabilito si rinvia  alle leggi vigenti in materia di Enti Associativi con o senza personalità  giuridica e di ONLUS.
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