LA STORIA DELL’ANFFAS DI COMO

 

LA SEZIONE DI COMO dell’A.N.F.Fa.S. si costituisce, fra le prime, nel mese di aprile dell’anno 1964.

All’inizio,  sotto la presidenza della Prof.ssa Anna Vaghi Fossati, opera con scopi prevalentemente promozionali ed ottiene dall’Amministrazione Provinciale di Como (che era allora preposta all’assistenza dei bambini insufficienti mentali) la istituzione e la apertura del “Centro Recupero per bambini subnormali” nella villa Porro Lambertenghi nel Comune di Cassina Rizzardi, appositamente in parte ristrutturata. Promuove anche i primi soggiorni estivi per i figli dei propri associati inserendo gruppi di bambini handicappati (così allora venivano definiti), seguiti da educatrici all’uopo preparate, in seno a colonie climatiche gestite da enti di provata serietà e capacità.

Nel 1968, sul modello di quelli già esistenti a Genova, Roma e Trieste (sorti per iniziativa o promossi dall’A.N.F.Fa.S.), istituisce in Como un “Laboratorio protetto” che viene gestito direttamente. Il Consiglio di Sezione si rende però conto della necessità di modificare la impostazione di tali laboratori ritenuti non rispondenti alle reali necessità di soggetti insufficienti mentali, in quanto il lavoro manuale offerto è solo ripetitivo ed offre ben poco allo sviluppo dei soggetti che li frequentano.

L’anno successivo il Consiglio riesce ad ottenere dal Provveditore agli Studi l’assegnazione di un’insegnante per la prima alfabetizzazione e, con l’adesione volontaria di due fisioterapisti, appronta, in locali concessi in comodato dalla Amministrazione Comunale, una piccola ma attrezzata palestra per la riabilitazione e/o il mantenimento delle funzionalità motorie.

Studia anche un modello di Centro Socio Educativo, ne approfondisce le caratteristiche e ne attua il primo esempio in Italia, che viene gestito direttamente dalla sezione.

Successivamente affronta, dapprima con l’Amministrazione Provinciale e poi con la Regione Lombardia, le problematiche relative alla socializzazione, all’assistenza e allo sviluppo delle capacità residue dei disabili psichici, anche allo scopo di ottenere il riconoscimento ufficiale dei C.S.E. ed il miglioramento della loro strutturazione, attraverso qualche indispensabile sostegno economico.

Nel 1970 viene eletto Presidente l’Avvocato Alberto Premoli il quale, nel 1973, viene eletto Consigliere Nazionale e lascia la Presidenza della Sezione a causa del notevole impegno che la nuova carica richiede e viene eletto nuovo Presidente della Sezione il Rag. Federico Gossetti.

Il Consiglio Direttivo ottiene,  negli anni settanta, un ambito riconoscimento dalla Regione Lombardia che gli affida l’organizzazione e la gestione di due corsi di formazione professionale per disabili. Al termine di ogni anno formativo la direzione, attraverso un rapporto continuo e non facile con le aziende riesce ad inserire uno o due soggetti disabili in ambienti di lavoro esterni, con regolare contratto.

Sempre negli anni “70” la Sezione inizia a gestire in proprio, a San Fedele Intelvi, amena località montana,  il primo soggiorno estivo per ragazzi e adulti insufficienti mentali. L’iniziativa è caratterizzata da una grande apertura verso l’ambiente esterno dovuta, principalmente, alla mentalità socialmente aperta di tutto il personale assistente che viene scelto con estrema attenzione alle capacità e alla disponibilità verso i soggetti disabili.

La grande attenzione alle qualità del personale chiamato ad operare nelle sue strutture costituisce caratteristica peculiare della sezione nella gestione dei vari servizi.

Nel 1978 viene eletto nuovo Presidente l’Avv.to Antonio Sala.

L’Amministrazione comunale di Como, stimolato dai risultati ottenuti dall’A.N.F.Fa.S. nelle sue varie iniziative, inserisce nel piano quadriennale socio-assistenziale il progetto di istituzione e costruzione “ex novo” di un Centro Socio Educativo.

Intanto, per l’ingente peso economico, la sezione non riesce più a gestire il proprio C.S.E., frequentato da 36 soggetti disabili seguiti da dieci educatori, due fisioterapisti, una insegnante e un gruppo di psicologi della Università degli Studi di Milano e che  offriva anche il servizio interno di mensa e il trasporto degli utenti da Como e da alcuni paesi limitrofi. Per tale motivo, su pressione dell’A.N.F.Fa.S., il Comune di Como assume la gestione in proprio del Centro, dapprima proseguendo l’attività negli stessi locali di via San Bernardino e successivamente trasferendola in un nuovo edificio, appositamente approntato in via del Doss, con annesse piscine e palestra. L’impostazione del servizio rimane quello studiato e attuato dalla sezione. Anche il personale in servizio rimane, inizialmente, quello che operava alle dipendenze dell’A.N.F.Fa.S.

Il C.S.E. è tuttora funzionante con la nuova denominazione di C. D. D. (Centro Diurno Disabili)  ma, essendo cessati i corsi di formazione professionale, è stato lasciato cadere anche l’inserimento lavorativo che dava ottimi frutti, con grande rammarico delle famiglie.

La scelta del Consiglio Direttivo di occuparsi in particolare dei disabili  adulti non è stata casuale: va infatti tenuto presente che nel frattempo avevano avuto grande sviluppo, nella provincia, le strutture scientifico-diagnostiche e riabilitative de “La Nostra Famiglia” che operava a favore di bambini dalla tenera età all’adolescenza.

La Casa di Vacanze di San Fedele Intelvi, nella quale venivano organizzati soggiorni estivi per insufficienti mentali, non è più idonea allo scopo a causa della scarsa manutenzione praticata dall’Ente proprietario. Pertanto, dietro insistenti richieste e dopo lunghe trattative, l’Amministrazione Provinciale di Como ristruttura parzialmente la splendida “Villa del Soldo” in Alzate Brianza e la concede in comodato, per il periodo estivo, alla Sezione la quale organizza e gestisce in proprio, per nove anni, un Centro Vacanze a tempo pieno (24 ore su 24) e anche, contemporaneamente, l’accoglienza solo diurna, richiesta da alcune famiglie, con relativo servizio di trasporto.

Per la constatata assoluta mancanza di strutture, sia pubbliche che private, atte ad accogliere disabili ai quali sia venuto a mancare il sostegno dei genitori, si cominciano a fare progetti per la istituzione e gestione di “Case famiglia”.

Nello stesso tempo, l’Amministrazione Comunale di Como, che nel C.S.E. di via del Doss aveva accolto, senza preclusioni circa il Comune di provenienza, tutti gli utenti dell’ex C.S.E. dell’A.N.F.Fa.S., decide di non inserire nuovi soggetti che non siano residenti a Como e di rinviare ai comuni di provenienza tutti quelli residenti altrove; di conseguenza si pone anche il problema della istituzione di altri C.S.E. in altri Comuni.

Per soddisfare tale necessità la sezione di Como dell’Associazione,  istituisce, presso la Villa Padre Monti di Erba, un C.S.E. per i residenti nella zona, in accordo coi comuni di Erba e di Cantù. In seguito, nel 1984/85, la U.S.S.L. di Erba, competente per territorio, prende finanziariamente in carico tale C.S.E. trasferendolo in locali appositamente ristrutturati presso il complesso ospedaliero “Beldosso” di Longone al Segrino. La gestione viene lasciata alla sezione A.N.F.Fa.S. di Como con una convenzione, successivamente trasformata in appalto. Il programma di gestione rimane quello studiato dalla sezione e documentato annualmente mediante relazioni di verifica e programmazione del servizio.

Intanto l’Associazione ha modificato la propria denominazione da “ANFFaS – Associazione Nazionale Famiglie Fanciulli Subnormali, in “ANFFAS – Associazione Nazionale Famiglie Fanciulli e Adulti Subnormali),

Insistenti richieste e lunghe trattative inducono il Comune di Como, nel 1986, ad affidare alla sezione la gestione di una “Casa Famiglia”, poi denominata “Il Glicine”, per sette soggetti disabili privi o quasi di sostegno familiare, gestione che prosegue tuttora con piena soddisfazione di tutte le parti, per il valido progetto di vita offerto agli ospiti.  Carattetistica peculiare: la disponibilità di un posto a rotazione per le necessità delle famiglie associate.

Nel 1987 viene eletto Presidente il Sig. Luigi Litigio.

Nell’anno 1996, per soddisfare altre richieste di una struttura residenziale per disabili, la sezione, col sostegno morale ed economico del sodalizio “1940 …la Class” e dell’Associazione “Solidarietà e  Sport” istituisce, gestendola in proprio, la Comunità Alloggio “Casa Anffas”  in San Fermo della Battaglia, sita in località amena, in mezzo al verde ma non isolata.
Intanto, nel 1998 pur lasciando inalterato lo storico acronimo “A.N.F.F.A.S.”, l’Associazione modifica il proprio statuto col quale viene modificata anche la sua denominazione che diviene: “Associazione Nazionale Famiglie Disabili Intellettivi e Relazionali”.

Nel 1999 l’ANFFAS di Como, per celebrare il quarantesimo anniversario della fondazione dell’ANFFAS Nazionale, organizza, a Villa Olmo, un convegno sul tema: “Disabilità mentale e invecchiamento. Metodologie e strumenti d’intervento”, che riscuote un lusinghiero successo per l’interesse dell’argomento e la qualità dei relatori.

L’Anffas di Como, nei suoi cinquant’anni di vita, non ha mai ignorato lo studio e l’approfondimento delle tematiche relative alla disabilità ma ha frequentemente organizzato convegni, corsi di formazione, itinerari formativi ecc.. destinati sia alle famiglie dei disabili che agli operatori del settore avendo cura di pubblicare i relativi atti.

Nell’anno 2001 organizza ed ospita una sessione del “Tribunale dei Diritti dei Disabili”: E’ questa una iniziativa ideata ed avviata dall’ANFFAS dell’ALTO LARIO consistente nel dibattito, davanti ad un Tribunale formato da magistrati di carriera, di problematiche inerenti alla disabilità. Il Tribunale, che nella circostanza opera al di fuori della giurisdizione, emette delle sentenze che non hanno valore giurisdizionale ma esprimono un parere tecnico/giuridico su fatti concreti effettivamente accaduti, sentenze di cui possono servirsi tutte le persone disabili che, eventualmente, venissero a trovarsi in situazioni analoghe a quelle dibattute.

Nel 2002, a seguito del nuovo statuto adottato dall’Anffas Nazionale e in conseguenza del processo di autonomia percorso dall’Associazione a livello Nazionale, la sezione di Como ha dato vita all’Associazione locale “ANFFAS Onlus di Como” continuando, naturalmente, a far parte della grande struttura Nazionale  dell’ANFFAS.

Nello stesso anno l’Associazione di Como allestisce nel comune di Casasco d’Intelvi, amena località collinare situata in una verdeggiante valle, in locali dati in comodato dall’Amministrazione Comunale di quella città, una casa per vacanze per persone disabili, nella quale vengono ospitati per trascorrere brevi periodi di vacanze, principalmente le persone disabili assistite dall’Associazione ma aperta anche ad altre associazioni che operano nel settore dell’assistenza ai disabili.

Nel mese di novembre del 2006 l’associazione, consapevole della circostanza che le leggi esistenti sono tante e spesso confuse e che molte non sono conosciute ed altre non vengono applicate,  organizza, nel salone di “Villa Olmo” in Como, il convegno, “La persona disabile: Cosa farà da grande? Quale futuro l’aspetta?” articolato in due giorni di lavori con l’intervento di relatori molto qualificati.

Con tale convegno e con la pubblicazione dei relativi atti, l’ANFFAS di Como volle fornire ai genitori e ai congiunti di bambini, ragazzi, adulti con problemi di insufficienza mentale, agli insegnanti, agli operatori del settore, ai volontari, un panorama, il più ampio possibile, delle possibilità offerte ai disabili e alle loro famiglie.

Nell’anno 2008 viene eletto Presidente il dott. Domenico Sinicropi.

Nello  stesso anno, per celebrare il cinquantenario della fondazione dell’ANFFAS Nazionale, l’Associazione di Como ha organizzato un ciclo di conferenze intitolato: “L’esperienza della disabilità nella famiglia” articolato in cinque incontri costituenti un itinerario formativo per familiari di persone disabili intellettive e relazionali.

Nell’anno 2009 è stato organizzato un corso di formazione articolato il cinque incontri, intitolato: “Comunicazione e Disabilità”, riguardante il tema della comunicazione e le relative problematiche, dedicato particolarmente ai familiari delle persone disabili intellettive e/o relazionali.

Nell’anno 2010 è stato organizzato un itinerario formativo articolato in tre incontri, intitolato:  “Progettualità di vita delle persone con diverse disabilità”  destinato ai familiari delle persone disabili e agli operatori del settore.

Nell’anno 2013 è stato organizzato il Convegno: “Ci sono anch’io” nel quale sono state discusse le problematiche inerenti ai fratelli e alle sorelle delle persone disabili.

Questo, per sommi capi, il lavoro svolto, forse troppo in silenzio, ma il grande impegno e le poche forze a disposizione dei vari Consigli che si sono succeduti, non hanno consentito di pubblicizzare adeguatamente le iniziative e le opere della Associazione.

Como, ottobre 2014